Tumori del Tessuto Nervoso
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Questa pagina comprende
alcune brevi note sui Tumori del Sistema Nervoso.
Le informazioni fornite
sulle diverse patologie ed i loro trattamenti, sono sommarie ed a carattere generale. Esse
provengono da diverse risorse testuali e dalla rete. Non si garantisce laccuratezza
delle sorgenti né delle informazioni fornite.
I dati e le notizie contenute hanno un valore puramente divulgativo: vogliono essere solo di aiuto ai profani per comprendere le principali patologie neurochirurgiche
Queste note non hanno
caratteri di completezza e non vogliono affatto sostituire
i neurochirurghi o i rianimatori che hanno in cura i pazienti e non vogliono sostituirsi
agli specialisti ai fini della diagnosi e del trattamento.
Nel caso di problemi di
salute a carico del SNC (sistema nervoso centrale) ci si deve rivolgere prontamente ad un
neurochirurgo qualificato o ad altro professionista medico, perché ogni caso è un caso a
sé stante ed è sempre diverso dagli altri.
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Introduzione
Lincidenza dei
tumori primitivi del SNC in Italia è di circa 8 casi/100.000 abitanti/anno. Negli
USA si hanno ogni anno circa 12.000 nuovi casi di soli astrocitomi.
La classificazione
dei tumori del SNC ha influenza sulla sistematizzazione della malattia, sulla prognosi e
sulla terapia medica e/o chirurgica.
I tumori che
crescono allinterno della scatola cranica e del canale vertebrale, sono tumori sia
che derivano dal neuroectoderma o neuroepitelio, sia che non derivano dal neuroectoderma
(meningi, ossa, cartilagini, vasi etc.).
Dal punto di vista
clinico, ambedue questi tipi di tumori, producono sintomi clinici indistinguibili.
Nel corso degli anni
sono state proposte numerose classificazioni, con lo scopo di avere una sempre maggiore
correlazione tra la natura della neoplasia, lindicazione terapeutica e la prognosi.
Attualmente viene
impiegata una revisione della classificazione proposta dallOrganizzazione
Mondiale della Sanità nel 1979, ma ogni neuropatologo ha una sua propria classificazione.
Classificazione
1. Tumori del tessuto neuroepiteliale
·
Tumori astrocitari
o Astrocitoma : pilocitico, fibrillare, protoplasmatico, gemistocitico
o Astrocitoma anaplastico
o Glioblastoma : a cellule giganti, gliosarcoma
·
Tumori oligodendrogliali
o Oligodendroglioma
o Oligodendroglioma anaplastico
· Tumori ependimali
o Ependimoma : papillare, epiteliale, a cellule chiare, misto
o Ependimoma anaplastico
o Ependimoma myxopapillare
o Subependimoma
· Tumori dei plessi coroidei
o Papilloma del plesso
o Carcinoma del plesso
·
Tumori neuronali e misti neuronali-gliali
o Gangliocitoma
o Ganglioglioma
o Ganglioglioma anaplastico
· Tumori pineali
o Pineocitoma
o Pineoblastoma
o Misto pineocitoma/pineoblastoma
o Tumori embrionali
o Medulloepitelioma
o Germinoma
o Tumori primitivi neuroectodermici (PNET)
o Medulloblastoma
o Neuroblastoma
o Estesioneuroblastoma
o Spongioblastoma
o Ependimoblastoma
o Retinoblastoma
o Germinoma
o Teratoma
2. Tumori dei nervi
cranici e spinali
· Schwannoma
· Neurofibroma
3. Tumori delle meningi
·
Tumori delle cellule meningoteliali
o Meningioma : meningoteliale, transizionale, fibroso, psammomatoso
o Meningioma atipico
o Meningioma anaplastico
·
Tumori mesenchimali non meningoteliali
· Tumori ad origine dai melanociti
o Melanocitoma
o Melanoma maligno
4. Tumori ad origine dalle cellule germinali
o Germinoma
o Carcinoma embrionale
o Choriocarcinoma
o Teratoma
o Misto
5. Tumori delladenoipofisi
o Adenoma ipofisario
o Carcinoma ipofisario
6. Tumori metastatici
Clinica
I diversi tumori cerebrali, con i
loro oncotipi, si caratterizzano per una preferenza per:
· Età della vita.
· Sede.
Quindi lassociazione
età-tipo istologico è un elemento abbastanza caratteristico. Ad esempio il
medulloblastoma è un tumore solo a sede nel cervelletto, il glioblastoma è un tumore
tipico delletà avanzata.
E utile
suddividere le neoplasie cerebrali in due gruppi a seconda della sede: al di sopra del
tentorio (tumori sovratentoriali) e al di sotto (tumori sottotentoriali)14.
Nel primo caso i
sintomi tipici, presenti nel 68% dei casi, sono la comparsa di progressivi deficit
neurologici focali (emiparesi, difficoltà nelleloquio,
..), una cefalea di
nuova insorgenza o con caratteristiche differenti dai comuni accessi emicranici, presente
nel 54% dei casi, una debolezza motoria, presente nel 45% dei casi, e le crisi comiziali
in persone non affette da epilessia ed insorte improvvisamente, presenti nel 26% dei casi.
I tumori
sottotentoriali si manifestano, invece, con i sintomi e segni dellipertensione
endocranica15 (cefalea, vomito, papilledema, diplopia,..) o indicativi della
specifica localizzazione (atassia, dismetria, deficit dei nervi cranici, nistagmo).
Le neoplasie
localizzate a livello midollare si presentano, invece, con disturbi di motilità e di
sensibilità agli arti e al tronco e con disturbi sfinterici (minzione e defecazione, in
genere incontinenza).
Premesso che il
cervello in se stesso è una struttura insensibile al dolore, la cefalea,
caratteristicamente più forte al mattino (a causa dellipoventilazione notturna),
esacerbata dalla tosse, dallatto della defecazione, dai piegamenti in avanti e verso
il basso, associata al vomito e a volte migliorata dallo stesso vomito (a causa
delliperventilazione associata al vomito), riconosce cause diverse.
Tra le più comuni
cause della cefalea si riconoscono:
· Lipertensione endocranica (vedi), dovuta a:
o effetto massa del tumore
o idrocefalo
o edema cerebrale
o emorragie associate
· Invasione o compressione di strutture sensibili al dolore:
o Meningi
o Arterie e vene
o Periostio
· Difficoltà della visione
Astrocitomi
Gli astrocitomi sono
i più diffusi fra i tumori cerebrali a
sviluppo allinterno del sistema nervoso centrale.
Devono essere suddivisi in gruppi, sia per le caratteristiche istologiche, sia anche per le implicazioni terapeutiche: gliomi a basso e ad alto grado di malignità.
Astrocitomi a basso grado
In questo gruppo
rientrano gli astrocitomi pilocitici (I grado) e gli astrocitomi fibrillare, gemistocitico
e protoplasmatico (II grado).
Sono neoplasie con
maggior incidenza in età pediatrica e fra i giovani adulti.
Sono tumori con un
basso grado di cellularità, aree di normale parenchima cerebrale allinterno della
neoplasia, poche mitosi e raramente sono presenti calcificazioni.
Gli esami
neuroradiologici dimostrano unarea ipodensa-ipointensa che non assume contrasto;
eccezione è lastrocitoma pilocitico che si presenta con una masserella solida e con
una componente cistica delimitata da un anello che assume contrasto periferico
(enhancement) patologico.
Per quanto concerne
la terapia, è assolutamente necessario ricordare che manca uno studio prospettico
randomizzato che includa le diverse ipotesi terapeutiche.
In considerazione
della lenta progressione tumorale e della natura infiltrativa si opta usualmente per un
follow-up clinico-strumentale rimandando le terapie al momento della progressione o
delleventuale degenerazione maligna.
Le terapie oggi
disponibili sono la chirurgia e la radioterapia. Lintervento chirurgico viene
riservato a una selezionata casistica di pazienti :
·
tumore di piccole dimensioni in area non critica
(zona motoria, della parola etc.)
·
astrocitoma cerebellare cistico dellinfanzia
·
astrocitoma pilocitico sovratentoriale
·
grosso tumore responsabile di iniziale erniazione
·
ostruzione del sistema liquorale
La radioterapia
viene proposta nei casi di recidiva dopo rimozione chirurgica estesa, ove possibile, e in
quei casi di progressione e degenerazione maligna della neoplasia.
La sopravvivenza media è variabile da 8 a 10 anni negli astrocitomi di Grado I e da 6 a 8 anni negli astrocitomi di Grado II
Astrocitomi ad alto grado
di malignità
In questo gruppo
rientrano gli astrocitomi anaplastici ed il glioblastoma multiforme.
Sono neoplasie
tipiche delletà adulta (50 - 60 anni), anche se esiste un picco giovanile.
Le caratteristiche
istologiche sono lelevato numero di mitosi, la presenza di aree emorragiche e
necrotiche e di atipie cellulari e la proliferazione endoteliale.
La terapia si avvale
dellapproccio chirurgico, radioterapico e chemioterapico.
Lintervento
chirurgico, possibile se la neoplasia è unifocale e non interessa aree critiche, consente
una grossolana riduzione di massa del tumore che oltre a ridurre la compressione sul
parenchima cerebrale sano aumenta, rimuovendo le aree emorragiche e necrotiche,
lefficacia delle terapie successive.
La radioterapia, che
il paziente effettua in day-hospital per circa due mesi, viene somministrata a dosaggi
frazionati raggiungendo, generalmente, un totale di 60 Gy, di cui 45 focali sulla cavità
chirurgica e 15 panencefalici.
La chemioterapia,
riservata a un gruppo selezionato di pazienti, si avvale essenzialmente di carmustina e
cisplatino, farmaci che attraversano più facilmente di altri la barriera ematoencefalica.
La prognosi in
questo gruppo di neoplasie è purtroppo infausta e la sopravvivenza, nonostante
limpiego di tutte le terapie disponibili, è limitata a 12 - 24 mesi in media, a
seconda del diverso tipo istologico, circa 2 anni nel Grado III (astrocitoma anaplastico)
e < 1 anno nel Grado IV (glioblastoma multiforme)
Lelevata
incidenza di queste neoplasie, nellambito della neuro-oncologia, e la prognosi
estremamente severa hanno stimolato medici clinici e ricercatori a studiare nuovi approcci
terapeutici in ambito radio e immunoterapico.
Gli astrocitomi di
grado I e II sono tumori a lenta crescita; lastrocitoma anaplastico è sempre un
tumore astrocitario ma presenta segni di malignità istologica per la presenza di
proliferazioni endoteliali, che rappresentano la malignizzazione della neoplasia. La
proliferazione endoteliale si accompagna ad unattività mitotica più elevata e più
elevata è lattività mitotica, più velocemente cresce il tumore e la prognosi è
peggiore. Il glioblastoma è il tumore astrocitario con più elevato grado di malignità.
Fenomeno
caratteristico dei tumori astrocitari è la possibilità di trasformazione di un
tumore astrocitario ben differenziato e a basso grado di malignità in un astrocitoma
anaplastico o in un glioblastoma. Cioè, nella recidiva di un astrocitoma si può trovare
un grado più elevato di malignità, in quanto il tumore ha trasformato la sua cinetica
cellulare in quanto si sono aggiunti nel decorso della neoplasia, altri eventi
ontogenetici: si sono selezionati dei cloni cellulari favoriti nella proliferazione per
malignità maggiore.
Oligodendrogliomi
Gli oligodendrogliomi rappresentano
circa il 4% delle neoplasie cerebrali primitive. Leggermente più frequente negli uomini
che nelle donne (rapporto 6 : 4); letà media è di circa 40 anni anche se esiste un
picco in epoca infantile (6-12 anni).
La caratteristica istologica di
queste neoplasie è la presenza di microcalcificazioni, elemento questo che può aiutare
anche nella diagnosi strumentale (le calcificazioni, se di dimensioni adeguate, sono
visibili alla Tomografia Computerizzata (TC)).
In funzione del numero di mitosi,
della proliferazione endoteliale, e del pleiomorfismo cellulare possono essere suddivisi
in oligodendroglioma di grado A, B, C, D, secondo lo schema di Smith..
La terapia è basata sulla più
ampia resezione chirurgica possibile, sulla chemioterapia secondo lo schema PVC
(procarbazina, vincristina e CCNU,), alla quale gli ODG sono sensibili in circa 3 mesi e
sulla radioterapia nel caso di oligodendrogliomi di grado C.
La prognosi è estremamente
variabile a seconda del grado istologico e delle terapie effettuate: 7-8 anni nel grado A, 5-6 nel grado B, 3-4 anni nel grado C e 18 mesi nel grado D.
Ependimomi
Rappresentano il 5-6% dei gliomi
intracranici e il 60% di quelli spinali.
Nel primo caso è tipico del
giovane adulto (età media 18 anni), a livello spinale è più frequente nella V decade di
vita.
Anche in questo caso può essere
suddiviso in ependimoma non anaplastico (II grado), fra cui rientra il mixopapillare
caratteristico del filum terminale, e anaplastico (III grado).
Gli esami neuroradiologici (TC e
RM) evidenziano una massa in parte disomogenea, spesso localizzata a livello del pavimento
del IV ventricolo che assume contrasto; non sempre è possibile fare diagnosi
differenziale con il medulloblastoma.
La terapia è
essenzialmente chirurgica, cercando di ottenere la massima radicalità possibile senza
creare deficit neurologici non presenti prima dellintervento.
Tumori della Regione
Pineale
Sono tumori più frequenti in età
pediatrica (3-8% dei tumori cerebrali pediatrici) che nelladulto.
I più tipici sono :
·
Pineocitoma: tumore ben differenziato che origina
dallepitelio della pineale
·
Pineoblastoma che è la variante maligna
·
Tumori ad origine dalle cellule germinali e in
particolare il germinoma, il choriocarcinoma e il teratoma.
E interessante ricordare che
nel caso dei tumori germinali possono essere presenti nel liquor dei pazienti alcuni
marker oncologici come le BetaHCG e la alfa-fetoproteina.
Questi marker, se presenti,
svolgono un ruolo importante nel follow-up del paziente.
In considerazione della sede del
tumore, la presentazione clinica desordio può essere linsorgenza di un
idrocefalo acuto che necessita di immediato trattamento con derivazione ventricolare
esterna o derivazione ventricolo-peritoneale.
Il successivo trattamento si avvale
della radioterapia e della chirurgia. Questultima, in particolare, è di solito
riservata a tumori benigni ben capsulati, a tumori radioresistenti, a tumori di diagnosi
radiologica incerta.
Tumori Neuroectodermici
Primitivi (PNET)
Questo termine
include una serie di tumori che sembrano avere caratteristiche istologiche che
suggeriscono unorigine comune dalle cellule neuroectodermiche primitive:
medulloblastoma (il più comune dei PNET), retinoblastoma, pineoblastoma, neuroblastoma,
estesioneuroblastoma, ganglioglioma, ependimoblastoma e spongioblastoma polare.
Questi tumori
possono disseminare attraverso la via liquorale sia per causa spontanea sia per causa
iatrogenica (exeresi chirurgica, shunt ventricolare) e per tale motivo tutti i pazienti
con PNET devono essere studiati a livello midollare con RM con gadolinio e ad esame
citologico del liquor.
Devono, inoltre,
essere sottoposti a radioterapia craniospinale postoperatoria ad eccezione dei bambini
inferiori ai tre anni.
Come detto, il
medulloblastoma costituisce, in questa serie, il tumore più frequente ed è anche il più
comune tumore maligno cerebrale in età pediatrica.
Origina di solito
dal verme cerebellare, nellapice del pavimento del IV ventricolo, sede che può
giustificare linstaurarsi di un idrocefalo precoce.
I sintomi sono
infatti cefalea, vomito e atassia del tronco e delle estremità, con andatura nella marcia
particolare, posizione coatta del capo in iperestensione e rotazione e tendenza alla
caduta allindietro..
Il trattamento
consiste nella più ampia asportazione chirurgica (riduzione della massa) ottenibile con
bassa morbidità.
Un eventuale residuo
risponde bene usualmente al successivo trattamento radioterapico che deve essere comunque
eseguito anche a scopo di profilassi.
La chemioterapia non
è ancora un regime terapeutico codificato e viene di solito riservato alle recidive.
La prognosi è
particolarmente severa soprattutto nei bambini più piccoli (inferiore a 4 anni); nelle
casistiche migliori la sopravvivenza a 5 e 10 anni è rispettivamente del 56% e del 46%.
Meningiomi
I meningiomi sono tumori che
originano dalle cellule dellaracnoide e rappresentano circa il 14-19% dei tumori
primitivi intracranici.
Il picco di
incidenza è tra la V e la VI decade di vita con una maggior prevalenza nelle donne che
negli uomini (1,8 :1).
Sono di solito
neoplasie che crescono lentamente, schiacciando e dislocando il tessuto nervoso, senza
invadere le strutture circostanti in quanto sono forniti di capsula connettivale, possono
presentare calcificazioni e spesso uniperostosi dellosso adiacente.
Nell8% dei casi possono essere multipli, nell1.5% hanno caratteristiche
istologiche di malignità.
Possono crescere
sulla volta cranica sviluppo globoso ed approfondimento nel parenchima, oppure possono
crescere alla base encefalica con aspetto a placca ed in questo caso possono
inglobare e coinvolgere le strutture della base, quali nervi e vasi encefalici, tanto da
impedire la loro asportazione totale.
Le sedi più frequenti sono :
·
parasagittale
·
convessità tubercolo sellare
·
clinoide anteriore
·
doccia olfattoria
·
falce
·
ventricolo laterale
·
tentorio
La diagnosi neuroradiologica si
avvale della TC e della RM che, dopo somministrazione del mezzo di contrasto, dimostrano
un enhancement piuttosto omogeneo spesso associato a un modesto edema perilesionale.
Langiografia
cerebrale è un utile esame pre-operatorio, perché consente di valutare lintensità
della vascolarizzazione e la sua origine (ad esempio dalla carotide esterna piuttosto che
da rami etmoidali della carotide interna).
Il trattamento di
scelta per i meningiomi sintomatici è lexeresi microchirurgica con diverso
approccio a seconda della sede della lesione.
A volte per ridurre
il sanguinamento intraoperatorio può essere indicato sottoporre il paziente, prima
dellintervento, a embolizzazione. Linteressamento di determinate strutture
vascolari (arterie, seno cavernoso, etc.) può non consentire la rimozione totale del
tumore.
In questi casi può
essere indicato sottoporre il paziente, in un tempo successivo, al trattamento di
radiochirurgia stereotassica mediante Gamma Knife, disponibile presso alcune strutture
italiane qualificate.
La radioterapia
viene di solito riservata ai tumori invasivi o a quelli rapidamente recidivanti.
I meningiomi sono
stati classificati come:
o Meningoteliomatosi o sinciziali: i più comuni.
o Fibrosi o fibroblastici.
o Transizionali (in questi possono essere presenti calcificazioni).
o Angiomatosi.
o Angioblastici (detti anche emangiopericitomi).
o Maligni (caratterizzati da frequenti aspetti mitotici)
La chirurgia di
questi tumori può avere come conseguenza la
perdita di molto sangue, per cui spesso è bene embolizzarli prima dellintervento.
La chirurgia spesso
non può essere radicale, in quanto tendono ad invadere strutture vitali, e la loro
asportazione deve essere, in alcuni casi, obbligatoriamente parziale.
Simpson ha proposto
una gradazione per classificare la rimozione chirurgica dei
meningiomi:
· Grado I: rimozione microscopicamente completa con escissione
dellinserzione durale.
· Grado II : rimozione microscopicamente completa con coagulazione
diatermia dellinserzione durale.
· Grado III: Rimozione microscopicamente completa senza resezione o
coagulazione dellinserzione durale o delle estensioni extradurali (osso
iperostotico).
· Grado IV: Rimozione parziale lasciando parte del tumore in situ.
· Grado V: Semplice decompressione con o senza biopsia.
I meningiomi, pur essendo tumori benigni, hanno la tendenza a comportarsi in maniera aggressiva, in quanto tendono a recidivare.
Neurinoma dell'Acustico
E uno dei tumori intracranici
più frequenti, rappresentando circa 8-10% di tutti i tumori primitivi.
Lincidenza è
di circa un caso ogni 100.000 abitanti per anno, ma risulta aumentata nei pazienti con
neurofibromatosi.
Derivano dalle
cellule di Schwann, le quali provvedono a rivestire di mielina i nervi periferici.
I sintomi sono
correlati con le dimensioni del tumore e, di conseguenza, con il progressivo
interessamento di determinate strutture nervose :
·
Sintomi da compressione dellVIII n.c.:
perdita delludito monolaterale, tinnitus, e perdita dellequilibrio sono i
sintomi più precoci praticamente sempre presenti al momento della diagnosi;
·
Sintomi da compressione del V e del VII n.c.:
otalgia, riflesso corneale anormale, deficit del facciale si verificano di solito quando
il tumore raggiunge dimensioni superiori ai 2 cm;
·
Sintomi da compressione del tronco encefalico:
tumori voluminosi (>4 cm) possono provocare atassia, nistagmo, diplopia, sintomi
cerebellari e più tardivamente deficit dei nervi misti, ostruzione della normale
circolazione liquorale e disturbi respiratori.
Gli esami diagnostici sono la RM encefalo con gadolinio e la TC soprattutto nelle immagini
filtrate per osso per valutare leventuale allargamento del canale uditivo,
caratteristico del neurinoma e di solito assente nelle altre lesioni dellangolo
ponto-cerebellare che possono entrare in diagnosi differenziale (soprattutto il
meningioma).
Le opzioni
terapeutiche sono essenzialmente due: la rimozione chirurgica e la radiochirurgia
stereotassica che hanno indicazioni differenti a seconda delle dimensioni del tumore,
delletà e delle condizioni cliniche generali del paziente.
E necessario,
inoltre, aggiungere che le moderne tecniche chirurgiche offrono la possibilità al
chirurgo di scegliere fra differenti approcci chirurgici (retrosigmoideo,
translabirintico, subtemporale extradurale) in funzione delle dimensioni e
dellesatta localizzazione del neurinoma (intra o extra canalicolare) e degli
eventuali deficit neurologici accusati dal paziente prima dellintervento.
Sono tumori a lenta
crescita: se rimossi completamente non recidivano. La sede particolare (angolo
ponto-cerebellare) in alcuni casi può impedirne la rimozione totale, specie nei casi più
avanzati.
Linfomi del SNC
Linteressamento
del SNC può avvenire secondariamente da parte di un linfoma sistemico (1-7% dei casi di
autopsia), o originare primariamente allinterno del SNC.
I linfomi primari
comprendono lo 0.85-2% delle neoplasie intracraniche; letà mediana alla diagnosi è
52 anni; il rapporto uomo/donna è di 1.5.
La loro incidenza
risulta aumentata nei pazienti con malattie del collagene (Lupus, S. di Sjogren, artrite
reumatoide, ..) o immunodepressi, in particolar modo i malati con AIDS (1.9% di incidenza
nei pazienti con AIDS).
La presentazione
clinica, per altro comune al linfoma primario e a quello secondario, avviene tipicamente
per compressione spinale extradurale o per carcinomatosi meningea con deficit di più
nervi cranici.
La diagnosi avviene
con TC e RM che non presentano però caratteristiche patognomoniche, così come di scarsa
utilità risulta langiografia.
Posta la diagnosi
presuntiva di linfoma del SNC, tutti i pazienti devono essere indagati a livello sistemico
per valutare la presenza delle condizioni associate prima ricordate e per escludere
leventuale origine extra SNC del tumore.
La terapia è
essenzialmente basata sulla radioterapia, con dosaggio tra i 40 e i 50 Gy, e sulla
chemioterapia anche con somministrazione intratecale di methotrexate.
La chirurgia svolge,
invece, un ruolo di supporto soprattutto aiutando nella diagnosi quando le immagini
neuroradiologiche non sono sufficienti.
La prognosi è
sfortunatamente infausta, anche se spesso cè uniniziale risposta alla
radioterapia, con una sopravvivenza mediana di 1-3 anni.
Metastasi Cerebrali
Le metastasi
cerebrali sono i tumori intracranici più frequenti.
Il 15-20% dei
pazienti deceduti per causa oncologica presenta allautopsia metastasi che in un
terzo dei casi è unica.
Una metastasi
cerebrale è il sintomo desordio nel 15% dei pazienti tumorali.
Le metastasi
cerebrali, pur rappresentando la fase terminale di un tumore ad origine da organi al di
fuori del SNC, spesso sono la prima
manifestazione clinica di diversi carcinomi.
Lorigine delle
metastasi è:
1.
Carcinoma del polmone
2.
Carcinoma della mammella
3.
Carcinoma renale
4.
Carcinoma dellapparato
gastrointestinale
5.
Melanoma
La presentazione
clinica delle metastasi cerebrale è analoga a quella dei tumori
·
sintomi da ipertensione endocranica: cefalea,
nausea, vomito
·
deficit neurologici focali
·
epilessia
·
alterazioni dello stato mentale: depressione,
letargia, ..
·
sintomi da evento vascolare (attacco ischemico
transitorio, ictus) per compressione di un vaso da parte della neoplasia o sanguinamento.
Esami diagnostici
sono la TC e, soprattutto, la RM encefalo con gadolinio che consente di valutare
esattamente anche il numero di lesioni.
Il trattamento può
essere chirurgico, radioterapico e radiochirurgico.
Tutti i pazienti con
metastasi devono essere valutati dal
neurochirurgo e dalloncologo e la decisione terapeutica viene presa in
collaborazione.
Molti pazienti
vengono indirizzati alla radiochirurgia stereotassica che può essere proposta sia per
metastasi singole sia per metastasi multiple, in considerazione però delle dimensioni,
dellistologia del tumore primitivo e dellattesa di vita del malato.
Lintervento
chirurgico è riservato a casi selezionati, come ad esempio la presenza di ununica
metastasi da primitivo ignoto o di voluminosa lesione sintomatica.