L'Ernia Del Disco Lombare
![]()
Questa pagina comprende
alcune note sull'ernia discale lombare.
Le informazioni fornite
sulle diverse patologie ed i loro trattamenti, sono sommarie ed a carattere generale. Esse
provengono da diverse risorse testuali e dalla rete. Non si garantisce laccuratezza
delle sorgenti né delle informazioni fornite.
I dati e le notizie contenute hanno un valore puramente divulgativo: vogliono essere solo di aiuto ai profani per comprendere cosa avviene in un paziente affetto da ernia del disco lombare.
Queste note non hanno
caratteri di completezza e non vogliono affatto sostituire
i neurochirurghi che hanno in cura i pazienti. Non vogliono soprattutto sostituirsi
agli specialisti ai fini della diagnosi e del trattamento.
Nel caso di problemi di
salute a carico del SNC (sistema nervoso centrale) ci si deve rivolgere prontamente ad un
neurochirurgo qualificato o ad altro professionista medico, perché ogni caso è un caso a
sé stante ed è sempre diverso dagli altri.
![]()
Quando si parla di ernia del disco immediatamente il pensiero
corre allidea di sciatica, che dellernia del disco è il sintomo principale.
La sciatica è una sindrome sensitivo-motoria che interessa il
territorio di distribuzione del nervo sciatico, per irritazione e sofferenza delle sue
fibre, indotta di solito da fenomeni compressivi.
Poiché spesso il dolore sciatico si presenta associato al
dolore lombare (lombalgia), si parla comunemente di lombosciatalgia.
Non esistono lombosciatalgie senza cause.
Ma lombalgia e sciatalgia non sono sempre causate solo da
ernia discale.
Le cause di dolore lombare e/o sciatalgico vanno riconosciute
in una serie di affezioni quali:
· Anomalie congenite del rachide lombare
· Fratture e/o traumi vertebrali
· Ernia dei dischi intervertebrali lombo-sacrali
· Disciti infettive
· Infezioni tubercolari dei corpi vertebrali (Morbo di Pott)
· Spondilolisi e spondilolistesi
· Stenosi del canale vertebrale
· Artriti infettive
· Artrite reumatoide
· Affezioni degenerative (spondilite anchilosante, spondilosi)
· Malattie metaboliche
· Tumori del rachide primitivi o secondari
· Tumori delle radici nervose
· Dolori irradiati da malattie viscerali e vascolari
· Dolori posturali e/o instabilità vertebrali
· Problemi psiconeurotici
In questa sede parleremo unicamente della sciatalgia e della
lombalgia di origine discale.
La colonna vertebrale è costituita di blocchi ossei disposti
luno sopra laltro mediante linterposizione dei dischi intervertebrali
Nella regione lombare della colonna le vertebre sono larghe e
compatte perché hanno la funzione di sopportare il peso del corpo.
Il canale vertebrale è di forma grossolanamente triangolare
ed è più piccolo di quello cervicale.
Peduncoli corti e robusti partono posteriormente da ciascun
lato del corpo vertebrale e si estendono posteriormente per formare le incisure vertebrali
superiori ed inferiori che nella colonna in situ formeranno il foro vertebrale in ciascun
lato delle vertebre, attraverso il quale passa il nervo spinale, uno per ogni vertebra e
per ogni lato della colonna.
Allinterno del foro intervertebrale i nervi spinali sono
particolarmente vulnerabili da lesioni che invadano lo spazio. Tutte le condizioni che
alterano la normale configurazione anatomica dei fori intervertebrali sono note come
sindromi da incarceramento delle radici dei nervi e sono tra le cause più comuni di
dolori a carico della regione lombare.

Le vertebre lombari, come quelle delle altre regioni della colonna, hanno due faccette articolari per ciascun lato, che originano
dallunione dei peduncoli e delle lamine e sono dirette
una in alto, faccetta articolare superiore e laltra in basso, faccetta articolare
inferiore. Ogni faccetta superiore si articola con quella inferiore tramite una
articolazione diartrosica completa di mucosa sinoviale, capsula articolare e legamenti
capsulati. La faccetta articolare inferiore della vertebra superiore,
nellarticolazione, è situata anteriormente alla faccetta superiore della vertebra
inferiore, che nellarticolazione è situata posteriormente.
I corpi vertebrali adiacenti uno sullaltro sono uniti da
unarticolazione anfiartrosica, simile a quella della sinfisi pubica. Tra un corpo
vertebrale e laltro è interposto un disco fibro-cartilagineo, costituito da un
nucleo polposo interno, circondato da un anello fibroso esterno. Questo disco agisce come
cuscinetto ammortizzante gli urti, la cui azione è esercitata dal nucleo polposo,
gelatinoso. Il disco intervertebrale è scarsamente irrorato dal sangue.
Le vertebre sono tenute insieme da una serie di legamenti
importanti: il legamento longitudinale anteriore, il legamento longitudinale posteriore, i
legamenti gialli, i legamenti sopraspinosi, i legamenti interspinosi.
Il legamento longitudinale anteriore è una fascia ampia e
forte di tessuto fibroso posizionato lungo la faccia anteriore dei corpi vertebrali ed è
tenacemente aderente alle vertebre stesse.
Il legamento longitudinale posteriore, più debole di quello
anteriore è posizionato lungo la faccia posteriore delle vertebre, allinterno del
canale vertebrale, di cui costituisce quindi la faccia anteriore.
I legamenti gialli, uno per ciascun lato, sono tesi tra le
lamine delle vertebre superiori ed inferiori, si estendono anche alle faccette articolari
e costituiscono la faccia posteriore del canale vertebrale.
I legamenti sopraspinosi sono tesi lungo le estremità dei
processi spinosi delle vertebre, mentre quelli interspinosi sono tesi tra unapofisi
spinosa e laltra.
Notevole importanza clinica ha la disposizione delle radici
nervose.
La prima radice cervicale esce tra loccipite e
latlante (la prima vertebra cervicale); questo fa sì che le radici cervicali siano
otto, mentre le vertebre cervicali sono sette. La VIII radice cervicale esce tra la VII
vertebra cervicale e la I vertebra toracica; il primo nervo toracico esce tra la I e la II
vertebra toracica, il XII nervo toracico esce tra la XII toracica e la I vertebra lombare.
Nella regione lombare lanatomia cambia in conseguenza
delle diverse posizioni che il cono terminale del midollo assume durante le varie età: al
terzo mese di vita intrauterina il cono terminale arriva fino alla punta del coccige
mentre alla nascita esso si trova a livello del bordo superiore della III vertebra
lombare. Al V anno detà il cono terminale si trova a livello della II vertebra
lombare ed in età adulta si trova a livello del bordo inferiore della I vertebra lombare.
Questa migrazione verso lalto del cono terminale
determina che le radici dei nervi lombari si inclinino verso il basso, ad angolo acuto. La
radice del IV nervo esce tra la IV e la V vertebra lombare ma unernia paramediana
del disco a questo livello non colpirà la IV radice perché questa è situata sopra al
disco ma colpirà la V radice lombare che decorre verticalmente allinterno del
canale vertebrale. Solo se lernia del disco è intraforaminale oppure "far
lateral" la IV radice sarà compromessa dalla compressione.
Unernia mediana di L4-L5 provoca una compressione della
V radice lombare quando questa passa verticalmente allinterno del canale vertebrale
per uscire tra la V lombare ed il sacro. Allo stesso modo lernia tra la V lombare ed
il sacro comprimerà la radice I sacrale e non la V lombare in quanto questa passa al di
sopra del disco intervertebrale a meno che lernia non sia intraforaminale.
Il nucleo polposo del disco, composto da mucopolisaccaridi
strutturati in una sottile rete di fibre di collageno, è contenuto al centro del disco ed
è circondato dalla parte periferica costituita dallanulus, la cui struttura è
composta da abbondanti fibre collagene che le conferiscono fermezza ed elasticità, mentre
la parte centrale è di consistenza più blanda e si sposta in tutte le direzioni sotto la
compressione determinata dagli spostamenti del corpo. In questa maniera assorbe le forze
che comprimono il disco e conserva la stabilità necessaria alle vertebre.
La vascolarizzazione del disco è scarsa sin dalla nascita.
Fra i 30 ed i 40 anni, la vascolarizzazione attraverso lanello, propria
delletà evolutiva, scompare e resta solo una minima vascolarizzazione mediante
piccoli vasi che, dalle limitanti inferiore e superiore dei corpi vertebrali, passa
attraverso i piatti cartilaginei del disco.
Ciò determina una serie di modificazioni biochimiche che si
traducono in una degenerazione dellanello stesso.
Lernia discale è quindi una patologia degenerativa:
letà, lesercizio fisico, traumi ripetuti fanno si che nellanello
fibroso che circonda il nucleo polposo del disco, si formino delle lacerazioni, più
frequenti nella porzione postero-laterale. Successivamente, allargandosi, queste
lacerazioni assumono disposizione radiata in modo tale che favoriscano lo spostamento e la
migrazione del disco.
Il primo fenomeno degenerativo a carico del disco è la
riduzione in altezza del disco stesso determinata soprattutto dalla riduzione del
contenuto idrico per variazioni biochimiche dei mucopolisaccaridi.
La riduzione in altezza del disco determina sub-lussazione a
carico delle articolazioni interapofisarie delle faccette, la quale determina quindi
linsorgenza di dolore lombare.
Tutte le anomalie posturali (cifoscoliosi, ginocchio e piede
varo o valgo, vertebre di transizione, piede piatto o cavo) che alterano il normale
assetto della colonna, accelerano la degenerazione discale.

La degenerazione dellanello con un nucleo polposo teso
ed elastico, consente la fuoriuscita o "erniazione" del nucleo stesso.
Il nucleo polposo può erniare dentro il corpo vertebrale, in
senso verticale, sopra o sotto il disco; la compressione sulle limitanti vertebrali
superiore ed inferiore può dare origine alle ernie intraspongiose od ernie di Schmorl.
Il nucleo polposo può erniare allinterno del canale
vertebrale o dei forami intervertebrali.
A seconda della sede allinterno del disco, il nucleo
polposo può determinare un semplice rigonfiamento dellanulus senza che
lanulus stesso venga ad essere lacerato: protrusione o "bulging" discale.
Il nucleo polposo può determinare una lacerazione solo
dellanulus ma senza lacerare il legamento longitudinale posteriore: ernia contenuta.
Se lernia lacera oltre che lanulus fibrosus anche
il legamento longitudinale posteriore, senza però perdere contatto con il disco, allora
lernia si dice espulsa.

Se lernia, dopo aver lacerato anulus e legamento, perde
contatto con il disco, si dice ernia sequestrata ed in questo caso potendo spostarsi
libera entro il canale vertebrale, può salire o scendere, venendo ad assumere la forma
dellernia migrata in alto o in basso.

Lernia si può posizionare orizzontalmente
allinterno del disco in una situazione mediana, paramediana destra o sinistra,
foraminale, intraforaminale o "far lateral" se è uscita dal forame
intervertebrale.
Si calcola che circa l80% della popolazione adulta abbia
sofferto almeno una volta nella sua vita di lombalgia. Circa il 30% di questo gruppo ha
sofferto di sciatalgia in modo più o meno ricorrente e nel 90% di questo gruppo sarà
necessario un trattamento medico o chirurgico.
La maggiore incidenza si ha nelletà dai 30 ai 40 anni,
Le donne vanno incontro a sciatalgia con un ritardo rispetto agli uomini di circa 8-10
anni.
Il dolore lombare e quello sciatico possono insorgere
subdolamente quando lernia si forma lentamente, ma se invece la formazione
dellernia è lenta, allora il dolore passa attraverso vari gradi, dal dolore lombare
localizzato, alla lombosciatalgia ed alla sciatica vera e propria.
Il quadro clinico generalmente inizia con un dolore lombare o
lombosacrale a comparsa episodica e della durata di 3-5 anni.
Successivamente il dolore diventa più prolungato ed intenso
ed inizia ad irradiarsi verso uno degli arti inferiori, lungo la faccia posteriore o
postero-esterna della coscia e/o della gamba.
In questo periodo compaiono anche delle parestesie
(formicolii) o disturbi della sensibilità con la stessa sede di irradiazione del dolore.
Il dolore è acuito da alcuni atti fisiologici, come durante
la tosse od il torchio addominale (manovra di Valsalva: aumento della pressione addominale
nellatto dello sforzo durante la defecazione).
La compromissione motoria è molto meno rara della
compromissione sensitiva e riguarda principalmente la dorsiflessione del piede che non
può essere elevato, in modo tale che il paziente spesso inciampa per un piede
"cadente".
Nelle varie fasi della malattia si possono avere aspetti
caratteristici del dolore:
· Dolore improvviso ed intenso ad irradiazione sciatica (dovuto
allimprovvisa fuoriuscita di materiale discale; il dolore aumenta con la manovra di
Valsalva; spesso è accompagnato da contrattura dei muscoli paravertebrali.
· Dolore lombare o sacrale senza irradiazione: dolore intermittente ed
irregolare, spesso acuito dalla manovra di Valsalva;
· Claudicatio neurogena: dolore diffuso ad entrambi gli arti inferiori
con parestesie e disestesie diffuse, causato da irritazione della "cauda equina"
(la parte terminale del cono di radici lombare); la deambulazione prolungata è impedita
dal dolore;
· "Sindrome della cauda equina": in rapporto a grosse ernie
lombari mediane, caratterizzata da dolore perianale, difficoltà ad urinare, ritenzione
urinaria improvvisa, disturbi della deambulazione, dolore alla faccia posteriore di
entrambi gli arti.
La sintomatologia clinica, oltre alla contrattura della
muscolatura paravertebrale ed alla limitazione della motilità della colonna specie in
flesso-estensione ed in rotazione, allatteggiamento caratteristico del rachide, che
presenta convessità verso il lato sofferente ed alla deambulazione caratteristica per
leggera flessione dellarto colpito con deficit della flesso-estensione plantare, è
caratterizzata dal dolore irradiato che assume caratteristiche diverse a seconda della
radice colpita.

Le radici colpite con maggior frequenza sono la L5 (ernia
dello spazio L4-L5) e la S1 (ernia dello spazio L5-S1). Con minor frequenza è colpita la
radice L4 (ernia dello spazio L3-L4)
· Radice L5 il dolore è irradiato dal gluteo alla faccia
postero-esterna dellarto inferiore, fino ad arrivare al malleolo esterno, al dorso
del piede ed al primo dito. Se vi è paresi, questa è a carico della dorsi-flessione del
piede con piede cadente ed andatura steppante. Il paziente non riesce a camminare sui
talloni per insufficienza del tibiale anteriore. Non si hanno in genere variazioni dei
riflessi osteo-tendinei ma vi può essere ipo-reflessia dellachilleo dal lato
colpito, se lernia interessa più di una radice.
· Radice S1 il dolore, le parestesie e/o lipoestesia
interessano il gluteo la faccia posteriore, arrivando al tallone ed al bordo esterno del
piede, fino al IV e V dito. Se vi è paresi, questa è a carico dellestensione
plantare del piede per insufficienza dei peronei (deambulazione tallonante e dolorosa). Il
paziente non è in grado di camminare sulle punte per insufficienza del gastrocnemio. Vi
è abolizione del riflesso achilleo o marcata ipo-reflessia dello stesso.
· Radice L4 Il dolore è a livello della faccia anteriore della
coscia, del ginocchio, fino alla regione tibiale anteriore. Se vi è paresi questa è a
carico del quadricipite (flesso-estensione del ginocchio (perimetria della coscia!). Il
paziente riferisce difficoltà nel salire le scale. Vi è ipo-reflessia o abolizione del
riflesso rotuleo.


Le manovre di stiramento del nervo sciatico determinano
dolore.
Molto nota è la manovra di Lasègue (sollevamento della gamba
estesa a paziente supino con comparsa di dolore tra i 30° ed i 60°.
Segno di Neri I: Evocazione od accentuazione di dolore radicolare (lombare od irradiato) quando al paziente, in posizione supina e con gli arti estesi, si flette bruscamente la testa sul tronco.
Segno di Neri II: Evocazione od accentuazione di dolore radicolare (lombare od irradiato), quando al paziente in posizione eretta, si fa flettere il tronco in avanti. Il paziente, per evitare lo stiramento radicolare, tende a flettere la gamba sulla coscia dal lato colpito. Nelle lombosciatalgie da irritazione grave della L5 e della S1 è quasi sempre positivo.
Segno di Wassermann - Boschi: Evocazione ed accentuazione del dolore radicolare (lombare od irradiato), quando al paziente sdraiato sul letto in posizione rpona, si flette lentamente la gamba sulla coscia. E' chiamato "segno della L3" perchè è quasi sempre positivo in caso di irritazione di L3 ed L4
Segno di Bragard si ha dolore con la dorsi-flessione del piede
a gamba estesa.
Dolore di tipo sciatalgico con la pressione digitale diretta sul collo del perone, sulla faccia esterna o antero-esterna della gamba (muscoli peronei), sulla doccia pre-malleolare e sull'apice del malleolo esterno (irritazione della L5. territorio di distribuzione dello SPE).
Dolore di tipo sciatalgico con la pressione digitale diretta sulla faccia posteriore dei glutei, sulla faccia posteriore e mediana della coscia e della gamba, sulla dociia retromalleolare esterna e del tendine di achille stretto tra due dita (irritazione di S1: territorio di distribuzione dello SPI).
Anche dolore di tipo sciatalgico quando a ginocchio flesso si
comprime lo spazio popliteo.
Con il segno di Strumpell - Naffziger si evoca dolore lombare ed irradiato per compressione diretta delle due vene giugulari.
Prima di passare agli ultimi ritrovati tecnici della
neuroradiologia, è preferibile eseguire prima immagini radiografiche dirette di tipo
tradizionale, con proiezioni in antero-posteriore, laterale, obliqua destra e sinistra per
i forami intervertebrali. Le radiografie dirette forniranno preziose indicazioni sulle
alterazioni malformative, post-traumatiche, degenerative della colonna lombo-sacrale.
La diagnosi radiografica trova il suo massimo
nellesecuzione della Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) ma anche la TAC offre un
ottimo imaging nella patologia discale.
Oramai superata è la mielografia opaca. In alcune situazioni
può essere indicata una mielo-TAC (studio combinato mediante mezzo di contrasto
intradurale ed esame tomografico computerizzato.
Il trattamento dellernia discale in prima istanza deve
essere assolutamente medico e fisioterapico.
Il trattamento medico è abbastanza standardizzato:
antidolorifici, FANS (Farmaci Anti-infiammatori Non Steroidei), miorilassanti, vitamine
B1- B6 e B12.
Assolutamente da evitare i farmaci cortico-steroidei
(cosiddetto cortisone).
Solo dopo riposo a letto assoluto e trattamento medico per
almeno 30 giorni di terapia, se la sintomatologia non è migliorata si può passare ad
altre forme di terapia non invasiva.
Dopo il trattamento medico o in aggiunta ad esso vanno
eseguiti trattamenti fisio-terapici prescritti da un esperto fisiatra e trattamenti del
tipo chiropratico (manipolazioni vertebrali).
Successivamente a questi trattamenti, se la sintomatologia non
fosse ancora regredita, si può praticare la stimolazione elettrica trans-cutanea (TENS),
lozonoterapia (trattamento con infiltrazioni paravertebrali di ossigeno nascente).
Lintervento chirurgico deve essere "lultima
spiaggia" per il paziente affetto da ernia discale.
Le indicazioni devono essere assolute:
· Ernia espulsa o migrata.
· Ernia iperalgica ed assolutamente resistente a trattamenti prolungati
non invasivi.
· Deficit neurologici.
· Disturbi dellalvo e/o della minzione.
La terapia chirurgica va effettuata con tecnica microscopica
mini-invasiva (emi-laminectomia parziale, microstrumentazione) o recentemente con tecniche
endoscopiche mini-invasive.
In disuso sono la chemionucleolisi e la nucleo-aspirazione del
disco.